Sergio Anselmi

Targa Alla Memoria per Sergio Anselmi

Storico, scrittore, intellettuale
"ALLA SUA MEMORIA"

UNA VITA UNA STORIA
Sergio Anselmi nasce l’11 novembre del 1924 a Senigallia (AN) dove muore il 7 novembre del 2003.

È stato professore di storia economica all’Università di Urbino e poi ad Ancona dove ha diretto l'Istituto di storia economica e sociologia. Sergio Anselmi è stato Direttore del Centro Sammarinese di Studi Storici dell'Università di San Marino, inoltre è stato animatore dell’Associazione “Amici del Molo” a Senigallia, nata per preservare e diffondere le tradizioni marinare della città.

La ricerca di Anselmi si è concentrata sulla regione adriatica spaziando dall'epoca medioevale fino ai giorni nostri, con particolare attenzione all’economia mezzadrile marchigiana e delle sue dinamiche. La passione per la storia e l’economia regionale, ma anche adriatica, con particolare riguardo ai rapporti tra le due coste, non si esaurisce nell'ambito accademico. Come confermano i quattro volumi di novelle, editi dal Mulino, il primo dei quali si intitola proprio “Storie di Adriatico”, del 1996. Seguiranno “Ultime storie di Adriatico”, “Mercanti, corsari, disperati e streghe” e “Perfido Ottocento. Sedici piccole cronache”.

Dopo aver tenuto a battesimo con il collega e amico Alberto Caracciolo la rivista “Quaderni storici delle Marche”, poi diventata solo “Quaderno storici”, Anselmi si dedica, sulla scorta della lezione metodologica degli “Annales” di Fernand Braudel a studiare l’identità marchigiana. Nel 1978 fonda e coordina la rivista storica "Proposte e ricerche - Economia e società nella storia dell'Italia centrale".

Anselmi è stato anche uno dei principali promotori e fondatori del Museo della storia della mezzadria nel territorio che ha diretto fino alla sua scomparsa (nel 2004 il museo è stato a lui intitolato).

Ha scritto di lui l’allievo, amico e collaboratore Ercole Sori: «Le istituzioni locali gli devono molto. Se una identità marchigiana, storica e culturale, è oggi meglio definita, ben conosciuta e ampiamente divulgata anche al di fuori della regione e dell'Italia, lo si deve in misura non piccola a Sergio. Il suo radicamento al territorio, l'adesione a una dimensione antropologica della regione, fatta di terra e mare, di campagne, città, centri murati e case coloniche, di padroni e contadini, di cultura materiale e saperi elevati, si collocano alle origini del suo lavoro storiografico».

La famiglia e la sua città