Renato Sellani

Premio Due Valli alla Carriera 2011 consegnato a Renato Sellani

Pianista Jazz di fama internazionale
PREMIO “DUE VALLI ALLA CARRIERA” 2011


BIOGRAFIA
Renato Sellani è nato a Senigallia nel 1927. Sua madre, Elisa, era soprano; si potrebbe dunque dire che il figlio sia nato con la stessa passione per la musica.

Il suo primo incontro con musicisti jazz americani avviene quando suona insieme con lo straordinario trombettista Bill Coleman.

A 27 anni approda a Milano, dove prosegue la sua attività con il chitarrista Franco Cerri e dove entra a far parte del mitico quintetto Basso-Valdambrini. Molti musicisti d’oltreoceano si mettono in contatto con lui per suonare insieme; si ricordano le tournee con Lee Konitz nel ’58, con Chet Baker nel ’60, ’61, ’68, ’69 e ’70. Ha accompagnato molti personaggi celebri come Mina, Arigliano, Buongusto, G.Rogers, S.Vaughan, De Piscopo e tanti altri.

Ha partecipato più volte ad Umbria Jazz. Intensa la sua attività di compositore per musiche di scena quali "Puntila e il suo servo Matti" di B. Brecht, "Aspettando Godot" di Samuel Becket, "Sei personaggi in cerca d’autore" di Pirandello.

Numerose le apparizioni televisive. La casa discografica Philology lo ha scelto per la registrazione di duetti con alcuni giganti del jazz internazionale. Ha inciso diversi LP, nei quali spiccano anche le sue qualità di compositore, dalle sonorità suggestive e raffinate.

Gli è stato assegnato l’Honorary Award nell’ambito degli Italian Jazz Awards “Luca Flores” 2008.
Si è spesso esibito con il suo trio, formato anche da Massimo Moriconi al contrabbasso e dal senigalliese Massimo Manzi alla batteria.

Che altro dire di Renato Sellani? Come definire quel suo panismo asciutto, sottile, eppure colmo di umori? Quel suo errare lungo la tastiera alla ricerca di un pensiero capace di sbocciare ad un tratto e subito fiorire in una luce crepuscolare? Ascoltarlo significa seguirlo nel suo andare attraverso le strade di una poesia fatta di sussurri, di pause, di suggestioni appena accennate, quasi che non di un pianista di questa nostra società frettolosa e chiassosa si trattasse, ma di un cantastorie, capace di trasformare una favola in realtà, col semplice tocco di quelle sue mani che sembrano voler soltanto sfiorare la tastiera.

Renato, anche nei momenti più impegnativi della sua carriera, ha sempre risposto ogni volta che la sua città natale l’ha chiamato. Da questa sera, la sua carriera viene portata come esempio dagli imprenditori del nostro territorio.