Sicurezza solo a parole
News e Comunicati Stampa
Mercoledì 14 Novembre 2007 00:00

Quando la politica decide di affrontare il problema della “sicurezza” finisce sempre per aumentare “l’insicurezza” nel cittadino, con la conseguenza di provocare reazioni negative in occasione di eventi malavitosi.

Alzata di scudi, promesse, parole forti da parte dei politici, disorientano, scoraggiano il cittadino che attende da un decennio un sistema di controllo più rigido.

Da come vogliono affrontare il problema, alla fine risulterà, anche per questa volta, la solita “presa per i fondelli” a danno della collettività che si va  trasformando in “vigilantes” di se stessa proprio perché, vigili e forze dell’ordine, almeno nel nostro territorio dovrebbero esercitare più controlli.
Come imprenditori abbiamo più volte sollecitato ai sindaci un diverso e più corretto uso del corpo dei vigili urbani, proprio perché il vigile conosce le persone, i problemi, la cultura e il territorio, ma purtroppo nulla è cambiato, addirittura come se il problema non esistesse!!

Per il momento non ci resta che attendere “l’espulsione” dei delinquenti anche dal nostro territorio, ma non ci crediamo più di tanto per tre motivi: primo, perché i tempi della magistratura non favoriscono l’applicazione rapida dei provvedimenti; secondo: perché qualcuno sembra eviti un certo tipo di controllo a persone sconosciute forse anche per paura. Terzo: perché prima o poi alcuni di quelli che dovranno applicare le nuove leggi, con il diffuso “buonismo” all’italiana oppure perché ha in casa una brava badante romena, un giardiniere o un conoscente onesto proveniente da questo o quel paese, finirà per trovare il cavillo per non procedere con la fermezza che la grande maggioranza dei cittadini vorrebbero.

Purtroppo, in Italia, chi deve applicare le leggi sembra non aver capito che la migliore convivenza e integrazione la troviamo in alcuni paesi europei dove le leggi vengono da sempre applicate con il massimo rigore perché non esiste altra soluzione.
Se guardiamo bene nel nostro territorio, valli Misa e Nevola, la realtà è un po’ diversa da quella esistente attorno alle grandi città, anche se riteniamo che aumenteranno presto anche da noi il numero dei clandestini e la delinquenza “stanziale” per il fatto che la nuova povertà e ulteriore disoccupazione produrranno “traffici” e nuova manovalanza ai quali si prevedono già un migliaio di nuovi arrivi nel 2008, zingari compresi.

La principale preoccupazione per noi imprenditori non è poi tanto lo zingaro, il romeno oppure l’albanese, ma è il rischio di una maggiore presenza delle organizzazioni mafiose e malavitose provenienti dal nostro sud che, tramite le loro banche, società immobiliari e appalti che da anni investono e si organizzano attorno a noi, circolano liberamente perché questa è una “zona tranquilla” che nel loro linguaggio la parola “zona tranquilla” significa anche che “complicità e protezioni” si sono consolidate al loro servizio.

Pertanto, di fronte ad una prospettiva che tutti considerano incerta e difficile, chiediamo maggiore considerazione e collaborazione per chi lavora e per chi dà lavoro, chiediamo più controllo dei “sospetti”, chiediamo un maggiore impegno da parte delle amministrazioni locali a fianco delle forze dell’ordine altrimenti le cose non cambieranno, con danno per l’economia, l’occupazione e per le nuove iniziative.
 

Riccardo Montesi

12/11/2007

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