Il vero problema e l'occupazione
News e Comunicati Stampa
Mercoledì 14 Novembre 2007 00:00

La crisi occupazionale in atto nel sistema produttivo colpisce maggiormente le aziende che hanno un numero più elevato di dipendenti. Da una recente indagine viene confermato che resistono meglio alla crisi le micro e piccole imprese fino ai 20 dipendenti per la loro maggiore flessibilità, conduzione di tipo familiare, formazione diretta del dipendente, fanno qualità, attingono maggiormente al credito cooperativo, al credito convenzionato tramite Confidi, al microcredito e inoltre riescono a sopperire a molte carenze del sistema pubblico. Le difficoltà aumentano nelle aziende dai 20 fino ai 50 dipendenti circa nelle quali si riscontra un maggiore ricorso alla cassa integrazione.

Nelle aziende dai 50 ai 250 dipendenti circa si riscontra un preoccupante ricorso alla cassa integrazione in quanto, oltre al calo della domanda anche sui mercati esteri, hanno difficoltà nel reperire finanziamenti e non vedono in prospettiva la possibilità di una ripresa a breve.

Ultimo gradino sono le grandi aziende con più di 250 dipendenti che da tempo hanno programmato di trasferire tutto o in parte all’estero, avendo la forza finanziaria, dirigenti e strutture per organizzare e gestire la produzione. Di fronte a questa realtà, il “popolo” dei piccoli imprenditori e alcuni politici guardano con rabbia il “fuggi fuggi” delle grandi aziende, alla conseguente perdita di commesse a favore dei nostri subfornitori e anche perché, per circa 30 anni, hanno sfruttato le casse dello Stato, la capacità produttiva delle nostre PMI, ottenuto ovunque corsie preferenziali, hanno condizionato il sistema politico e le università e in ultimo licenziano i dipendenti lasciando “cenere” attorno alla quale le PMI si trovano costrette ad inventarsi nuovi prodotti e mestieri per assicurare lavoro ai loro familiari, ai propri dipendenti pagando tutto e tutti e tante tasse. Questo è il “quadro generale” che deve far riflettere banche e istituzioni affinché si decidano da subito ad aiutare le PMI a superare anche il 2010, altrimenti rischiamo di perdere quel tessuto produttivo che da oltre 40 anni distribuisce ricchezza e ha fatto grande il nostro territorio, l’intera regione e arricchito le nostre banche.
 

Il Presidente del GIO
Riccardo Montesi

19/03/2009

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