Storia e personaggi dal '700 a fine '800
a cura del Prof. Fabio Ciceroni

Il Consiglio Direttivo dell'Associazione e il Comitato Scientifico hanno condiviso di istituire una "piccola galleria" riservata ai personaggi del territorio che si sono distinti nelle attività sociali, culturali, politiche ed economiche ai quali gli Storici, attratti da grandi personaggi e dai grandi eventi, talvolta dimenticano di dare meritevole rilevanza.

VINCENZO COACCI - Ostra 1756, Roma 1794 - Artigiano

E’ il principale rappresentante di tutta una famiglia di argentieri marchigiani attivi fra Sette e Ottocento. Si trasferisce presto a Roma, alla bottega del Valadier, dopo la cui morte (1785) ottiene la massima notorietà divenendo fornitore del marchese Hercolani.
La sua produzione, di alta eleganza formale, è documentata da numerose opere, tra cui spiccano il calice conservato a San Pietro di Parma e quello del tesoro di Santa Maria Maggiore a Roma. Di grande rilievo è soprattutto il monumentale servizio da scrittoio destinato a Pio VI nel 1792, capolavoro che consolida definitivamente la sua fama.
Da ricordare altri esponenti argentieri della famiglia, quali Clitofonte ed i suoi figli Pietro e Bernardino.

PIETRO GHINELLI - Senigallia 1759. ivi 1834 – Architetto

S’inserisce nella corrente del neoclassicismo che tanto caratterizza il volto di molti centri storici marchigiani tra Sette e Ottocento. “Deputato dell’ornato pubblico” di Senigallia dal 1828, è ritenuto il più illustre architetto teatrale delle Marche. A lui si devono numerosi ed importanti teatri, tra cui il teatro delle Muse in Ancona (1826), quello di San Marino nonché quelli di Fossombrone, di Pesaro (1818), di Ostra e di Senigallia, oltre al restauro
del teatro di Fano. E’ celebrato autore del Foro Annonario di Senigallia. E’ stato infine chiamato a presentare un suo progetto per lo sferisterio di Macerata. 

PAOLO SPADONI – Corinaldo 1764, Cattolica 1826 – Botanico, Imprenditore e Agronomo

Studia scienze naturali a Bologna, indi a Pavia è allievo dello Spallanzani. Dopo viaggi che lo portano in tutta la Penisola e all’estero, istituisce a Macerata il Museo di Storia Naturale presso quella Università di cui diviene docente. Fama internazionale presso gli studiosi dell’epoca ottiene grazie al suo testo Xilologia picena (1826).
Entra in varie accademie agrarie, tra cui i Georgofili di Firenze ed in quelle di Vicenza, Udine, Spalato, Torino, Siena e Mantova.
Fa poi parte del governo provvisorio di Macerata durante la Repubblica Romana napoleonica del 1799. Dimostra una illuminata imprenditorialità agraria introducendo riforme gestionali ed ammodernamenti agronomici e trasferendo nelle sue proprietà fondiarie i risultati delle sue vaste ricerche teoriche.

GIUSEPPE GIANFRANCESCHI – Arcevia 1875, Roma 1934 – Scienziato

Compiuti gli studi a Roma, entra nella Compagnia di Gesù avendo eguale vocazione per la fede e la scienza. Plurilaureato in Lettere, Teologia, Ingegneria, Matematica, eccelle soprattutto nella fisica, disciplina che lo vede docente all’Università di Roma mentre, contemporaneamente, insegna fisica, chimica ed astronomia alla Gregoriana, di cui diventa direttore. Direttore anche della prima stazione della Radio Vaticana. Nominato da Benedetto XV presidente dell’Accademia dei Nuovi Lincei, entra a far parte della Società delle Nazioni.
Partecipa poi alla spedizione di U. Nobile per l’esplorazione del Polo Nord (1928). I suoi studi di fisica riguardano, tra l’altro, l’atomo e la teoria della relatività.
Celebre il discorso funebre che alla morte gli fu rivolto da Guglielmo Marconi.

ALESSANDRO BAVIERA - Senigallia 1881, ivi 1976 - Erudito

Appartenente ad antico casato e nipote di Augusto, letterato e giornalista, si laurea in Giurisprudenza a Bologna e, da possidente, diviene presidente dell’Associazione Agricoltori.
I suoi vasti interessi lo portano a coltivare i campi dell’arte e della storia fino a divenire a lungo animatore originale della vita culturale senigalliese e marchigiana del Novecento. Nominato ispettore onorario della Soprintendenza ai Monumenti, entra nell’urbinate Accademia Raffaello, nonché nell’Istituto Marchigiano di Scienze, Lettere ed Arti, nell’Istituto Nazionale per la storia del Risorgimento, nella Deputazione di storia patria per le Marche e fonda, con altri, la senigalliese Società Amici dell’Arte e della Cultura, di cui diviene presidente.
Le sue numerose opere spaziano dalla storia al folclore, dall’arte all’araldica.

ANDREA VICI - Arcevia 1744, ivi 1817 – Architetto

Allievo prediletto e stimatissimo dal Vanvitelli che lo volle a Napoli quale suo assistente nella costruzione della reggia di Caserta.
Notevoli le testimonianze marchigiane della sua alta qualità architettonica. Tra esse: l’interno del duomo di Camerino, la piazza ed il monumento a Pio VI a Treia, il palazzo vescovile a Cingoli, il palazzo Costa a Macerata in collaborazione col padre Arcangelo, la villa monumentale di Montegallo a Osimo considerata tra i suoi capolavori, il monastero delle Clarisse a Offagna, la cappella ed il portale di Rocca Priora a Falconara, l’interno della chiesa di S. Giuseppe da Copertino ed il prestigioso collegio Campana a Osimo.
Inoltre, come ingegnere, esegue la deviazione dell’ultimo salto della cascata delle Marmore a Terni.