Adrio Testaguzza

Premio Due Valli alla Carriera 2009 consegnato ad Adrio Testaguzza

Imprenditore nella cine-videocomunicazione
PREMIO "DUE VALLI ALLA CARRIERA" 2009


BIOGRAFIA
Nato a Corinaldo, dopo essersi formato alla Scuola Superiore di Giornalismo dell'Università di Urbino, si trasferisce a Roma dove s'iscrive, primo laico, alla facoltà di Teologia dell'Università Lateranense.

Grazie alla sua mai spenta attenzione per la spiritualità, realizza due inchieste per la seconda rete RAI dedicate al Viaggio nella Chiesa che cambia (1978) e più tardi – intrapresa definitivamente l'attività di regista specializzato in documentari – produce due piccoli capolavori: "Le porte del silenzio", realizzato a Fonte Avellana con Tonino Guerra, e "Lettere dal deserto", ispirato dall'esperienza di fratel Carlo Carretto.

A Roma frequenta gli ambienti cinematografici più vitali e produttivi degli anni Settanta del Novecento, stringendo proficui rapporti di collaborazione e di amicizia con registi quali Visconti, Rossellini, Lizzani, Comencini, Blasetti, Risi e con letterati quali Diego Fabbri, Alfonso Gatto, Antony Burgess. In questo àmbito, già nel 1969 aveva pubblicato un saggio critico su Carlo Levi scrittore.

Dopo aver lavorato alla ERI (Edizioni Rai), nel 1981 si ristabilisce nelle Marche ove collabora come regista e programmista alla terza rete Rai. Fonda poi la "ATES Video Production", sotto la cui sigla giunge a firmare una serie nutrita di documentari – circa settanta soltanto sulle Marche – che si specializzano in vari filoni: istituzionale, industriale, turistico, artistico, storico culturale, ed in quello degli spot pubblicitari. Sono produzioni che si affermano rapidamente per la loro straordinaria qualità; sanno infatti fondere magistralmente immagine visiva, commento e musica, fino a creare risultati di grande sensibilità e di rara suggestione.
Grazie ad essi, Testaguzza riesce soprattutto a far circolare un'idea delle Marche (regione spesso sconosciuta agli stessi suoi abitanti) che ne rivela l'anima più profonda, lo spirito animatore sedimentato nella storia e suggellato dalla perfezione del paesaggio.

Fioccano premi e riconoscimenti importanti dalle più prestigiose sedi nazionali ed internazionali. Vale appena la pena di ricordare alcune tappe del suo successo: dai Premi speciali della giuria, ottenuti più volte a Montecatini Terme, a quello ottenuto a Spalato nel 2003; dalla menzione speciale ottenuta a Bordeaux (2002), a quella del Grand Prix for the best tourisme film di Vienna (2001); dal Premio ENIT per il miglior film italiano di Milano (2000), al Grand Prix di storia e archeologia ricevuto in Romania (2004), fino al Premio alla carriera assegnatogli a Lecce (2007).

Dall'immensa produzione filmica, infine, ci piace estrarre un titolo, "Questa terra è la mia terra", con cui la Regione Marche ha inteso riproporre i non dimenticati valori della proprio territorio a tutti i marchigiani sparsi per il mondo.

Dunque, e finalmente, non poteva mancare un riconoscimento locale, quale questo del GIO, forse il più caro perché teso a smentire il "nemo propheta in patria" che troppo spesso caratterizza noi marchigiani.